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Cos’è la psicologia? Ho un disagio psicologico, a chi mi rivolgo a Firenze? Cerca nelle FAQ la risposta alle tue domande.

Spesso sul web si cercano risposte alle proprie domande e non si trovano. In questa pagina ho raccolto una serie di termini e domande ricorrenti su: la psicologia in generale, i vari tipi di aiuto psicologico, la psicoterapia a Firenze, la psicoanalisi e tanti altri argomenti. Se stai vivendo un disagio psicologico, prova a trovare una risposta in questa pagina per trovare il professionista più indicato alle tue esigenze. Per ogni altro dubbio sono a tua disposizione.

PSICHIATRA: è un medico specializzato in psichiatria. Non è psicologo, ma può esercitare l’attività di psicoterapeuta. Segue un approccio medico, del tipo sintomo->diagnosi->cura. Può prescrivere psicofarmaci, che agiscono modulando l’attività dei neurotrasmettitori (molecola che trasmette informazioni biochimiche o elettriche tra le cellule cerebrali). Spesso psichiatra e psicologo/psicoterapeuta/psicoanalista collaborano nel trattamento dello stesso paziente.

PSICOLOGO: è un laureato in psicologia che ha superato l’esame per l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi. Svolge attività di prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico.

PSICOTERAPEUTA: è un medico o psicologo che ha conseguito una specializzazione post-laurea, di almeno quattro anni, in psicoterapia. Gli approcci terapeutici possono essere profondamente diversi, coerentemente al tipo di formazione del terapeuta. Una prima macro-suddivisione è tra approcci teorici secondo i quali il sintomo è la manifestazione di un apprendimento comportamentale errato (terapie comportamentali) e quelli secondo cui il sintomo è l’indicatore di un malessere determinato da elementi patogeni inconsci (terapie psicodinamiche).

PSICOANALISTA: è un medico o psicologo che ha conseguito una specializzazione post-laurea di almeno quattro anni in psicoterapia e psicoanalisi. La psicoanalisi è un trattamento basato sull’esplorazione dei fattori inconsci che determinano un comportamento o un’emozione. Il fondatore del metodo psicoanalitico è Sigmund Freud, successivamente il metodo si è sviluppato grazie al contributo di numerosi psicoanalisti. In Italia le due scuole che seguono gli standard dell’International Psychoanalytical Association (IPA), fondata da Freud stesso, sono l’Istituto Nazionale di Training (INT) della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e quello della Associazione Italiana di Psicoanalisi (AIPsi). Tali standard prevedono un percorso di analisi personale con un analista dell’IPA con una frequenza di almeno quattro sedute settimanali (solitamente di durata non inferiore ai 5 anni), la frequenza dei seminari e la supervisione, da parte di analisi didatti, delle prime esperienze cliniche. Sono numerose le scuole di psicoterapia che si definiscono “psicoanalitiche” pur offrendo una formazione molto lontana da ciò che caratterizza davvero il metodo e la tecnica psicoanalitica. Le società che afferiscono all’International Psychoanalytical Association (IPA) sono le uniche che garantiscono la formazione dei propri analisti attraverso un’analisi ad alta frequenza e di lunga durata.

COUNSELOR (o COUNSELLOR): in Italia la figura del counselor non è regolamentata e le diverse associazioni di riferimento ne forniscono definizioni diverse. E’più chiaro cosa il counselor non può fare (prescrizione farmaci, sostegno psicologico, consulenza psicologica, psicoterapia, diagnosi psicologica, test psicologici, intervenire sulla patologia, ecc.), in quanto prerogativa di altre figure professionali, con un percorso formativo specifico e regolamentato. Solitamente il counselor ha seguito un corso di formazione specifico, a cui hanno accesso persone con titoli di studio diversificati e di livelli diversi (non necessariamente diplomati o laureati). Lo Stato, infatti, non prevede requisiti minimi per esercitare la professione di counselor e, non essendoci un Albo Professionale, chiunque può asserire di essere un counselor.

E’ vero che l’analista non parla mai durante la seduta?

No, non è esatto dire che lo psicoanalista non parla durante la seduta. Sia la parola che il silenzio sono usati dallo psicoanalista per permettere l’emergere e l’analisi dei contenuti preconsci e inconsci del paziente. Il setting psicoanalitico (frequenza e durata delle sedute, uso del lettino, ecc.) è strutturato al fine di permettere l’emergere della parola del paziente, attraverso la possibilità di un dialogo relazionale con l’altro.

Come mai la psicoanalisi è spesso considerata “l’ultima spiaggia”?

E’ sempre più frequente che chi si avvicina al trattamento psicoanalitico abbia prima tentato altre strade. Proprio per la profondità del lavoro e la frequenza delle sedute, l’analisi è indubbiamente impegnativa: dal punto di vista emotivo, organizzativo ed economico. Questi aspetti possono indubbiamente scoraggiare rispetto ad altri approcci terapeutici che promettono risultati con modalità e tempi diversi.

E’ possibile fare un’analisi breve?

Difficilmente sarà possibile avere accesso e lavorare nel breve tempo a quei contenuti preconsci e inconsci che per tutta la vita sono stati celati e che sono diventati, in un certo senso, automatici. Solitamente, una buona analisi, dura almeno qualche anno.

E’ vero che una vera analisi ha bisogno di più sedute settimanali?

L’oggetto di una vera analisi non sono soltanto i contenuti consci, ma quelli inconsci. Con una frequenza di sedute di una/due volte la settimana, emergeranno prevalentemente contenuti della vita reale e difficilmente si potrà accedere al funzionamento inconscio della mente. Un’analisi che funziona è un continuo disgregarsi ed integrarsi di parti di Sé del paziente, parti che riescono ad emergere, solitamente, con una frequenza di almeno 3-4 sedute settimanali, l’uso del lettino e l’atteggiamento analitico dell’analista, altrimenti è possibile effettuare, nel migliore dei casi, solo buone psicoterapie o analisi parziali (Hautmann, 1979)

Perché dovrei sottopormi ad una terapia impegnativa come la psicoanalisi, se ci sono terapie brevi di cui viene garantita l’efficacia dalla ricerca?

La meta-analisi effettuata da Shedler (2010) ha evidenziato che le terapie che si basano sulla teoria psicoanalitica sono efficaci almeno quanto le terapie basate sull’evidenza scientifica, ma che i risultati ottenuti con le terapie orientate psicoanaliticamente durano anche nel tempo. Altri studi hanno poi confermato questi risultati.

La clinica psicoanalitica è rivolta ad alcune aree psicopatologiche specifiche?

Oggi la psicoanalisi si occupa della gran parte dei disturbi psicopatologici. Solitamente lo psicoanalista, prima di proporre un determinato trattamento, effettua uno o più colloqui per capire se è meglio avviare una psicoterapia psicoanalitica o un’analisi.

Freud è superato?

La psicoanalisi nasce con Freud, a più di un secolo di distanza la psicoanalisi è andata arricchendosi di altri apporti teorici ed applicativi, che trovano in quello freudiano il pensiero generativo.

Sei arrivato al termine delle domande più frequenti, che di solito si ricercano sul web. Hai ancora qualche dubbio? Troviamo insieme una soluzione al tuo disagio psicologico, contattami potremmo discuterne con calma nel mio studio a Firenze.

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