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Diversità tecniche nelle teorie psicoananalitiche

 

Esistono diverse psicoanalisi, che sfumano l’una nell’altra.

Per Freud, l’obiettivo dell’analisi è rendere conscio l’inconscio (1900, 1909) e, più avanti nella sua opera spostare la struttura psichica dall’Es all’Io (1923, 1926). Per la Klein (1948, 1952) la trasformazione fondamentale in analisi consiste nel passaggio dalla posizione schizoparanoide alla posizione depressiva. Bion auspica il passaggio da una mentalità basata sull’evacuazione dell’emozione disturbante, non mentalizzata (elemento beta), a una metalità in cui la propria esperienza emotiva può essere sognata e pensata (1965). Per Winnicott la salute psichica si fonda sulla trasformazione psichica in cui si passa dalla fantasticheria alla capacità di vivere in modo immaginativo uno spazio tra realtà e fantasia.A seconda della tecnica più o meno esplicita dell’analista, le interpretazione dei contenuti inconsci possono cogliere aspetti diversi:

  1. L’analista che è maggiormente influenzato dalla teoria freudiana si focalizza sull’analisi del tranfert, che coglie il rimosso del passato.
  2. Un’impostazione più kleiniana cerca di cogliere le parti delle personalità scisse e proiettate, sempre basandosi sull’analisi del tranfert, in cui sono rimesse in scene le parti scisse, proiettate sull’analista.
  3. Secondo la prospettiva bioniana, l’analista è il contenitore delle proiezioni del paziente e svolge la funzione di elaborare e restituire al paziente ciò che non ha potuto elaborare. Bion (1992) in Cognitations dice che lo sviluppo della personalità dipende da un oggetto che possa contenere le proiezioni del bambino, le sue angosce. Se questo oggetto non esiste, non è adeguato, non svolge la funzione di contenere e restituire elaborate queste angosce, è un disastro per la psiche del bambino che non svilupperà la capacità di contenere psichicamente e usare le emozione per comprendere. Nei pazienti gravi manca, infatti, la funzione riflessiva che, secondo Fonagy e Target (1996), permette alla persona di comprendere le qualità simboliche del comportamento altrui.

Quello che però accomuna le diverse tecniche è l’attenzione al vissuto e significato interno dell’esperienza. I fatti reali assumono significato e possono essere trasformati psichicamente solo all’interno della relazione terapeutica.

 

 

 

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla psicoanalisi

Parla lo psicoanalista Stefano Bolognini, il primo italiano ad essere eletto presidente dell’Ipa (International Psychoanalytical Association)

http://www.europaquotidiano.it/2013/09/04/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sulla-psicanalisi/

La gente dice: «Faccio analisi…», ma in realtà ha solo iniziato una psicoterapia. Qual è la differenza fondamentale tra le due cose?

La differenza è la stessa che c’è se due persone vivono insieme o se si vedono una volta alla settimana. In analisi, a parte il setting (lettino invece che sedia), la frequenza contribuisce alla profondità dell’esplorazione e al legame emotivo tra analista e paziente. È una “convivenza psichica”.

Ciò che avviene, in modo pianificato, nel corso della relazione psicanalitica, è avvenuto per secoli normalmente, è stato «prodotto, con felice spontaneità, dalla devozione e dall’affetto» (Adorno), senza bisogno dell’“artificio” delle sedute, e della loro liturgia. Davvero prima di Freud l’umanità stava tanto peggio?

La psicoanalisi, quando è svolta bene, fornisce all’individuo in modo più mirato e consapevole ciò che gli serve per crescere. Ci sono molte persone che sanno relazionarsi con gli altri con profondità e con empatia, che sono doti naturali preziose. Però l’empatia psicoanalitica è tecnicamente un’altra cosa: ha una complessità tecnica diversa, ad esempio implica la sintonizzazione con diverse parti del paziente che sono in contrasto tra loro, come l’affetto e l’odio sperimentati al tempo stesso verso una stessa persona…

Ci sono altri modi oltre alla psicanalisi di elaborare il disagio, come ad esempio la danza (così mi disse una volta lo psicanalista Elvio Fachinelli)?

Sì, ci sono altri modi, diversi da caso a caso, che possono aiutare molto una persona; ma svolgono un’azione diversa e più settoriale, quando non più superficiale. Queste attività possono essere utili, ma raramente sono davvero trasformative in senso strutturale e duraturo.

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